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Ditta Individuale
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Agevolazioni fiscali per la ditta individuale


Quali sono le agevolazioni fiscali per la ditta individuale?


Una ditta individuale è un tipo di impresa nel quale il titolare o imprenditore è una persona singola. Per avviare la sua ditta individuale, l'imprenditore deve avere a disposizione ciò che serve a portare avanti l'attività dell'impresa, ma non ha l'obbligo di versare un capitale all'atto della costituzione dell'impresa stessa.Una ditta individuale è costituita da una sola persona fisica che decide di cominciare a svolgere un’attività che può consistere nell’offerta di beni o servizi. Il titolare della ditta individuale assume su di sé e per intero tutti i rischi e le responsabilità legati all’impresa individuale.
Di per sé, aprire una ditta individuale non comporta alcuna agevolazione fiscale, a meno che non si ottengano ricavi inferiori ai 30.000 Euro l’anno. In questo caso, si può rientrare nel cosiddetto “regime dei minimi”, che è un tipo di regime fiscale semplificato che si differenzia da quello della contabilità di tipo ordinario ed è stato pensato per agevolare gli imprenditori.


Che obblighi hanno i titolari di ditte individuali?


Uno dei nuovi obblighi che riguarda chi decide di avviare un’impresa di tipo individuale è quello di aprire una casella di Posta Elettronica Certificata. Questa casella di posta è a pagamento e può essere acquistata presso un gestore autorizzato dal Registro delle imprese. Lo scopo di una PEC è quello di consentire comunicazioni dirette all’impresa in modo sicuro come quello garantito dalle Raccomandate con ricevuta di ritorno.
Gli altri obblighi delle ditte individuali sono soprattutto di tipo fiscale e riguarda il pagamento di imposte come l’IVA, l’IRPEF e l’IRAP, oltre al fatto di dover versare i contributi all’INPS, ossia alla Previdenza sociale, e all’INAIL, ossia all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.


Quali sono le caratteristiche principali del regime dei minimi?


Oltre al fatto di non dover superare il reddito di 30.000 Euro, il regime dei minimi può essere utilizzato se si rispettano alcune condizioni, come ad esempio il fatto di non avere dipendenti o soci e di non acquistare beni che superino l’ammontare di 15.000 Euro. Inoltre, non bisogna far parte di imprese agricole o appartenere al settore terziario. Quando si rientra nel regime fiscale dei minimi si può usufruire di diversi vantaggi:

  • Non si ha l’obbligo di pagare l’IRAP, ossia l’imposta regionale sulle attività produttive se si ha un reddito che supera i 9.500 Euro;
  • Non sussiste alcuna necessità di tenere i registri contabili;
  • Si può usufruire di altre agevolazioni che riguardano l’IVA in base al tipo di attività svolta.


Che succede se i miei ricavi superano i 30.000 Euro?


Se si avvia un’impresa con il regime dei minimi e durante l’anno fiscale si guadagnano più soldi di quelli fissati dalla soglia massima stabilita non bisogna preoccuparsi, ad esempio, di incorrere in sanzioni. Semplicemente, se ciò avviene, si passa automaticamente al regime di contabilità ordinaria.


Quali sono gli obblighi delle imprese in regime di contabilità ordinaria?


Innanzitutto, gli imprenditori che rientrano in questo regime di contabilità hanno l’obbligo di tenere diversi registri contabili, fra cui il libro giornale, quello degli inventari, i registri IVA e quelli dei beni ammortizzabili, ossia dei beni necessari allo svolgimento dell’attività, i cui costi possono essere sottratti dai ricavi dell’impresa stessa.


Che bisogna fare se si vuole adottare direttamente il regime di contabilità ordinaria?


Se per la propria attività di decide di scegliere direttamente il regime di contabilità ordinaria fin dall’inizio dell’attività, non è obbligatorio presentare subito una dichiarazione per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, ma la comunicazione relativa al fatto che si vuole far parte di questo regime fiscale va effettuata quando si presenta la prima dichiarazione IVA. Se questo non avviene, si può comunque continuare a usufruire del regime fiscale ordinario, con la differenza che si incorre in una sanzione pecuniaria, ossia, in altre parole, si dovrà pagare una multa. Ogni anno bisognerà poi inviare nuovamente la comunicazione del regime adottato all’Agenzia delle entrate e, se si decide di revocare il regime di contabilità ordinaria perché, ad esempio, si rientra in quello semplificato, bisogna comunque effettuarne la comunicazione.

Che bisogna fare se si vuole passare dal regime ordinario a quello semplificato?


Chi desidera avvalersi di un regime fiscale semplificato o agevolato perché soddisfa i requisiti necessari a tale proposito durante lo svolgimento della propria attività, è tenuto a presentare una dichiarazione entro trenta giorni dall’inizio del periodo di imposta che lo vincola per almeno un anno. Questa richiesta può essere revocata nello stesso modo.
È anche bene sapere che si può usufruire del regime fiscale agevolato solamente per un periodo limitato di tempo.

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